FRAGILITÀ DELL’ANZIANO E ALIMENTAZIONE

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Si definisce fragilità dell’anziano la condizione di maggiore vulnerabilità dovuta alle modificazioni
fisiologiche e patologiche correlate all’età avanzata.
Questi molteplici cambiamenti di natura fisiologica, psicologica ed economico-sociale si ripercuotono anche sulle scelte alimentari, condizionandole e condizionando a loro volta lo stato di salute. Questi cambiamenti richiedono quindi una particolare attenzione che molto spesso manca.

Sicuramente nella terza età c’è un abbassamento fisiologico del metabolismo ed una riduzione dell’attività lavorativa e fisica, quindi è chiaro che diminuisce il fabbisogno calorico. Per questo motivo devono essere ridotti (NO eliminati!) quegli alimenti che forniscono più energia cioè carboidrati complessi (pane, pasta, riso ed altri farinacei raffinati) e grassi (da preferire grassi vegetali ed in particolare olio extravergine di oliva) e devono essere consumati sporadicamente i dolciumi. Quello che invece non deve essere ridotto è l’apporto di proteine, che forniscono gli amminoacidi essenziali necessari per mantenere la massa magra (muscoli e ossa).

Quindi nell’alimentazione della terza età non devono mancare carne, pesce, legumi, uova, latte e formaggi non in quantità eccessive ma adeguate allo stato fisico del soggetto. Carne, pesce, legumi e formaggi dovrebbero essere sempre alternati nella settimana mentre il latte o lo yogurt (magri se necessario) dovrebbero essere consumati tutti i giorni.

Molto spesso nella terza età succede il contrario in altre parole si aumenta il consumo di pasta, pane e dolciumi e si diminuisce il consumo di alimenti proteici. Le cause di queste scelte alimentari sono molteplici. Indubbiamente nell’anziano cambiano i gusti per motivi legati alla masticazione ed anche perché c’è una riduzione delle papille gustative quindi si tende a condire di più con grassi e sale ed a
consumare più dolci. In tali scelte alimentari c’è da considerare anche l’aspetto psicologico, i dolci si dice colmino mancanze affettive che purtroppo sono comuni a quest’età.

Alla base dell’alimentazione, come indica la Piramide della Dieta Mediterranea, nella terza età come nelle altre fasce d’età ci devono essere sempre frutta (4 porzioni equivalenti a 2 frutti di taglia media), verdura e ortaggi (4 porzioni da 50 a100g a seconda del tipo) sempre freschi e di stagione che forniscono vitamine e sali minerali indispensabili e le fibre per un buon funzionamento dell’intestino e come condimento olio extravergine di oliva. Molto spesso l’anziano non ha la possibilità di consumare alimenti freschi che vengono sostituiti da prodotti in scatola il cui contenuto di minerali e vitamine è molto inferiore oltre a contenere molto sale.

Importantissimo anche l’apporto di acqua che non deve essere inferiore a 8 bicchieri al giorno. Poiché in inverno diminuisce la sete si può arrivare a questa quantità con minestre in brodo, da consumare a cena, oppure con infusi e tisane. In estate invece non avvertendo molto frequentemente lo stimolo della sete occorre fare particolare attenzione perché andrebbero incontro ad una pericolosa disidratazione.

Le conseguenze degli errori alimentari nella terza età non sono sostanzialmente differenti da quelle delle altre età, è certo però che tali errori sono più difficilmente compensati da un organismo meno capace di adattarsi e di reagire. Per la prevenzione della fragilità dell’anziano oltre all’attività fisica regolare adatta all’età e alle condizioni fisiche, in molti casi sarebbero utili interventi nutrizionali mirati con la consulenza di un Nutrizionista Specialista in Scienza dell’alimentazione.

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